Occidente e Oriente, per molti sono opposti, eppure per chi vive nell’Anima e nello Spirito non c’è alcuna differenza. I miei maestri Indiani sono fratelli, il nostro Yoga è lo stesso, cambiano i nomi, i luoghi, ma il risultato è lo stesso. Il mio yoga ha come obiettivo quello di connettere l’Anima alla Coscienza Cristica, per i miei fratelli indiani è la Coscienza Universale e i tanti Dei dei tramite, cosi come i loro Guru e/o maestri. Shiva, Ganesha, per me Gesù, lo yogi a me più vicino perché sono nato a ovest del Mondo.

Mettere radici per crescere verso l’alto, è questo il senso della pratica dello Yoga, senza questa pratica millenaria le radici non crescono, perché le radici sono il nostro corpo, casa dell’Anima. Sono molti quelli che aspirano a grandi altezze e trascurano completamente il corpo e cosi facendo la loro spiritualità cade al primo soffio di vento, alla prima pioggia. Lo yoga rafforza il corpo e di conseguenza l’anima, ci rende forti e allo stesso tempo elastici e flessibili come gli alberi, capaci di sopportare grandi avversità senza mai rompersi né cedere sotto la furia del vento.

Ci sono tanti yoga quanti sono i maestri. Lo yoga che insegno riflette sempre e solo ciò a cui la mia Anima aspira in quel momento, per questo cambia sempre ed evolve con il tempo. Una lezione non è mai uguale ad un’altra; ogni lezione è un’evento unico e irripetibile che aggiunge un gradino a quella scala che porta adagio adagio alla piena fioritura dell’Anima.

BABAYOGA è l’incontro tra oriente e occidente, tra corpo e anima, tra passione e pace interiore; questa fragile alchimia si realizza al meglio grazie alla pratica dello yoga. Senza la pratica una forza prevale sull’altra creando squilibrio. Attraverso la pratica dello yoga si trova nel tempo l’equilibrio tra tutte le forze, spesso in contrasto fra loro. Ogni seduta di Yoga si apre con un mantra e si chiude con un mantra. Il mantra più intenso e forte e breve e l’OM. Come nella tradizione del kundalini yoga a me piace iniziare con il mantra ONG NAMO GURU DEV NAMO, che significa onoro il Maestro che è in me. Venite a onore il Maestro che è in voi, attraverso il SUONO e il MOVIMENTO DEL CORPO e il RESPIRO.


NAMASTE.

BABAYOGA viene da BABA JI che è il nome che mi hanno dato i miei maestri. Quando insegno seguo i miei studenti, poi voi seguite me, in ogni caso i primi ASANA ( posture) sono semplici e realizzabili da chiunque, poi con la pratica si imparano e si integrano nella lezione quelli più impegnativi, che richiedono forza, equilibrio e conoscenze che si acquisiscono con il tempo.

Tutto il tempo che dedichi allo Yoga è tempo che dedichi a te stesso, tutto il tempo che dedichi a te stesso ti fa crescere nell’Anima che con il tempo diventa immensa come l’Universo intero.

Il mio corpo è il mio tempio, le ASANA sono le mie preghiere.
B.K.S IYENGAR

BABAYOGA È UNO YOGA FISICO E MEDITATIVO AL TEMPO STESSO, IN GRADO DI RIEQUILIBRARE LA PROPRIA ENERGIA IN UN’ORA SOLTANTO. CI SI SENTE PIÙ CENTRATI E RILASSATI E PIENI DI ENERGIA!!

Il ritmo del corpo, la melodia della Mente e l’armonia dell’Anima creano la sinfonia della Vita.
Udaipur, India

Ong Namo Guru Dev Namo

Mi inchino all’energia creativami inchino all’infinita coscienza che è dentro di me.

“Incomincia il giorno con Amore. Riempi il giorno con Amore. 
Trascorri il giorno con Amore. Concludi il giorno con Amore. 
Questa è la strada che porta a Dio.” 
(Baba)

Dio è dentro di Te. Scoprilo! (Baba)

Lo yoga di Gesù è uno yoga fatto di invito alla Presenza, quell’attenzione focalizzata al qui e ora che risuona perfino di echi zen. “Non vi affannate per il domani. Il domani si affannerà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena” (Matteo; 6,34) … e che chiede di compiere soltanto uno sforzo: affidarsi al divino, consacrarsi all’esperienza spirituale e smettere di preoccuparsi

“Non è l’appartenenza a una chiesa a permettere di accogliere il Cristo, né i riti formali che lo proclamano salvatore senza però consentire di conoscerlo mai veramente. Gesù si accoglie entrando in contatto con lui nella meditazione. Conoscere il Cristo significa chiudere gli occhi, espandere la coscienza e raggiungere una concentrazione così profonda da condividere lo stesso stato di coscienza di Gesù, grazie alla luce interiore dell’intuizione dell’anima”.

Cecilia Martino