BABA JI

Baba Ji è il nome che mi hanno dato i miei maestri, da qui babayoga. Pratico lo Yoga da quando studiavo Filosofia a Pavia ma senza sapere esattamente cosa fosse, eseguivo alcuni Asana ( posture ) alternando esercizi fisici, mi faceva star bene ma niente di più. La prima svolta è avvenuta con un lezione di yoga a New York, sull’atlantico alcuni anni fa. Dopo solo alcune lezioni si è aperto un’orizzonte nuovo, ho preso un biglietto per l’India e sono diventato maestro di Yoga. È avvenuto tutto in fretta perché ero pronto, avevo sempre rinunciato allo yoga non vedendo nessuna dimensione spirituale in chi lo praticava, avevo incolpato la disciplina per la negligenza dei suoi allievi. Lo yoga è uno strumento eccezionale, che mi permette oggi di realizzare tutte le mie conquiste spirituali maturate negli anni, questo perché una verità diventa tale solo quando è entrata in ogni cellula del corpo. Lo Yoga è una disciplina, richiede le stesse qualità di qualsiasi altra attività sportiva praticata dagli atleti, in più però apre a chi la pratica dimensioni nuove, energie nuove, consapevolezze nuove. L’esercizio fisico diventa un canto e una preghiera, diventa una celebrazione dell’essere anche se da fuori sembrano solo esecuzione più o meno armoniosa di alcune Asana.

Essere un Maestro


Le lezioni di yoga si nutrono della mia pratica solitaria, qui a Mairengo, dove le condizioni rimangono sempre invariate, dove non ti accorgi se il mondo è il preda al delirio e alla paura e si rifugia in casa. Qui non cambia nulla, l’acqua della fontana scorre sempre, mi disseta, il silenzio nella piazzetta è assoluto. Sorseggio il mio caffé il mattino, scrivo, infine pratico. Ho molto tempo, tutto lo spazio per me è un grande privilegio, una grande fortuna, mi nutro di Assoluto e di Amore, poi le porto nelle lezioni, Amo, adoro insegnare, è una gioia che si rinnova ad ogni lezione, saluto il Sole, il mio corpo si allunga, respira e spero di trasmettere il piacere fisico prima, spirituale insieme che tutto ciò mi dà.


Lo yoga è neutro, non appartiene a nessuna religione. Non c’è alcuna differenza tra gli yogi dell’India e i mistici Occidentali, entrambe hanno raggiunto le stesse vette con mezzi diversi. In India però il metodo è stato messo bianco su nero, è diventato una scuola, questa scuola è lo yoga. In occidente invece l’insegnamento dei Mistici è andato perso, per questo io stesso ad un certo punto del mio cammino sono tornato in India. Se in Occidente qualcun si fosse dato la pena di codificare l’insegnamento dei nostri maestri forse oggi avremmo anche noi un metodo, ma non l’abbiamo perché con l’illuminismo l’Occidente ha preso la via della razionalità creando il meraviglioso progresso scientifico e il disastro spirituale in cui siamo immersi. Lo yoga non esclude nessuna fede, al contrario, possiamo essere cristiani, induisti e buddisti, mussulmani ed ebrei e praticare lo yoga allo stesso modo.

Amo lo yoga. La pratica mi porta dove nemmeno immaginavo si potesse arrivare, certo ci metto dentro tutto il mio percorso, una vita intera dedicata alla Verità. Il primo amore è per la Verità, l’Assoluto; quando ancora studiavo filosofia a Pavia; che nella pratica tocco con un dito, forse con la mano intera man mano che il mio corpo si apre come un fiore che sboccia. Sognavo New York e la sua vita in prima linea e la Città stessa mi ha rispedito in India, poi dinuovo a casa. Ma il primo incontro con l’Amore Assoluto è avvenuto proprio a New York a un kilometro in linea d’aria da Wall Street. Paradossi della Vita che si diverte a prenderti in giro cosi che scopri dentro il tuo Cuore la meraviglia, la grandezza, il divino che è in te.